Partiamo dalla premessa che scrivere non è facile; anzi è tanto più difficile quando scrivere non è il proprio lavoro e i buoni propositi vengono fagocitati dai numerosi altri impegni e da buone dosi di pigrizia.
Eppure, a volte, senza preavviso qualche molla accende un'insperata voglia, e qualche riga la si riesce a scrivere volentieri.
Questo blog nasceva con la presunzione di presentarsi come una parodia di una vera campagna elettorale,ma i primi due messaggi (vedrete il secondo a breve) già tradiscono quest' ideale. Non è però detto che dal numero tre, che non vi prometto ci sarà, cambierà qualcosa.
Due punti critici determineranno il futuro di questi pixel su monitor: la necessità di dire qualcosa, e il riscontro di qualcuno interessato più a commentarla che a leggerla.
Oggi i blog ( anzi i blogger!), che nel 90% dei casi erano letti da amici e conoscenti, sono stati assorbiti da Facebook, nei fatti poco più di un blog in tempo reale, che permette proprio di rivolgersi direttamente a loro.Al momento non è detto che anche queste pagine finiscano solo nella piattaforma multimilionaria.
Bene, disclaimer finito.
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